Il ferro dalla carne oppure dai vegetali?

carne rossa

Per anni si è creduto che la sorgente migliore di ferro per l’essere umano fosse rappresentata dal consumo di carne. Questa affermazione veniva data in quanto da alcuni studi era chiaramente emerso che il ferro dalla carne, contenuto nell’emoglobina, la molecola che assieme al ferro conferisce il colore rosso al sangue, veniva assorbita molto più facilmente rispetto al ferro non era contenuta nei prodotti di origine vegetale come i cereali, le leguminose la verdura ecc.

Negli ultimi anni si è però scoperto che questa maggiore facilità di assorbimento del ferro contenuto nel sangue o nei muscoli degli animali in realtà non è un fattore positivo.

Il ferro è un minerale necessario per il corretto funzionamento del nostro corpo, basti pensare che grazie ad esso l’emoglobina, la molecola rossa presente nei globuli rossi, riesce a legare l’ossigeno e trasportarlo in tutto il corpo per soddisfare le richieste delle cellule.

Il problema con il ferro è che se da una parte è necessario in eccesso è fortemente dannoso, in quanto favorisce la formazione di radicali liberi favorendo quindi l’ossidazione di molecole come il colesterolo, inoltre tende ad accumularsi con il tempo nel cervello, infatti nelle persone anziane la quantità di ferro nel cervello è quasi doppia rispetto alle persone giovani. Questo a lungo andare può cause problemi come l’Alzheimer ed il parkinson.

Il ferro presente nei prodotti di origine vegetale pur essendo presente in abbondanza è più difficilmente assimilabile, questo apparentemente potrebbe sembrare un problema, in realtà questa maggiore difficoltà di assorbimento consente al nostro corpo di assorbirlo nella giusta quantità e non di più. Quando invece si consuma molta carne il corpo tede ad assorbire grosse quantità di ferro eme, il ferro contenuto nell’emoglobina ossia nel sangue. Normalmente nei vegetariani il livello di ferro è adeguato e i casi di anemia tra i vegetariani sono equivalenti in termine di frequenza con quelli riscontrati nei non vegetariani.

I vegetariani hanno delle riserve di ferro nel corpo più basse rispetto a quelle presente nelle persone che consumano molta carne ma questo sembra essere un vantaggio infatti una minore quantità di ferro nel corpo significa:

  • Minor danno ossidativo.
  • Minore probabilità dell’incidenza del diabete e della sindrome metabolica.
  • Minore incidenza delle malattie cardiovascolari.
  • Minore incidenza degli ictus.
  • Minor probabilità di mortalità prematura.
  • Minor probabilità dell’incidenza dei tumori in particolare del cancro al colon.

Alcune persone assorbono il ferro troppo facilmente (emocromatosi) creando seri problemi di salute.
Gli atleti possono avere bisogno di quantità maggiori di ferro in quanto l’attività fisica intensa può determinare una certa perdita di ferro. Anche le donne, a causa delle mestruazioni che determinano una certa perdita di ferro, potrebbero dovere prestare attenzione a possibili problemi di carenze.

La vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro dai prodotti di origine vegetale.

In generale a meno che non sia stata diagnosticata un problema di anemia è bene non assumere supplementi contenenti ferro oppure cucinare in pentole di ferro, in quanto un po’ di ferro si può sciogliere nel cibo, in particolare quando si cucinano alimenti acidi.

Sembra comunque che una dieta ricca in ferro di origine vegetale sia protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari mentre una dieta ricca in ferro eme (derivante dal sangue degli animali) tende a favorire lo sviluppo delle malattie cardiocircolatorie.

Conclusione

Mentre il ferro contenuto nei prodotti di origine vegetale quali: cereali integrali, leguminose, noci, semi, frutta e verdura ha un effetto salutare, il ferro eme, contenuto nei muscoli degli animali, è altamente dannoso per la nostra salute.

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